Mammografia

La mammografia è un esame fondamentale per la valutazione dello stato di salute della mammella. Esso sfrutta radiazioni ionizzanti che consegnano un’immagine morfologica della mammella in grado di detectare lesioni mammarie o aree di distorsione strutturale. Tra le lesioni mammarie riconosciute dalla mammografia ci sono quelle di origine tumorale che si presentano sotto forma di opacità nodulari a margini irregolari e micro-calcificazioni polimorfe.

Grazie all’evoluzione tecnologica, la classica mammografia analogica si è evoluta in mammografia in Tomosintesi. Quest’ultima acquisisce immagini multistrato dell’organo in esame allo scopo di aumentarne la risoluzione e di conseguenza la capacità diagnostica. La Tomosintesi utilizza una dose radiogena estremamente bassa e innocua ma ha il vantaggio di essere molto sensibile al riconoscimento di lesioni tumorali molto piccole e specifica per l’esclusione di falsi positivi.

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La mammografia è un esame consigliato a tutte le donne che abbiano raggiunto i 40 anni, età di maggiore incidenza del tumore mammario. Nelle donne con seni particolarmente densi, si consiglia un controllo ad un intervallo mai inferiore ai 12 mesi e/o un esame ecografico che compensi la valutazione diagnostica. Nelle donne con seni meno densi o che non hanno nessuna familiarità per tumore mammario, è consigliato un intervallo tra i due test che può anche essere esteso a due anni.

Ad oggi, la mammografia è il principale esame di elezione per la prevenzione del tumore alla mammella. La diagnosi precoce di questo tumore è fondamentale per la sua risoluzione positiva. Quando invece la scoperta avviene in fase avanzata, la possibilità di trattamento sono più limitate. Per questa ragione, tutte le donne a partire dall’età di 40 fino ad oltre i 70 anni dovrebbero sottoporsi a mammografia.

Questo esame non richiede l’utilizzo di anestesia, dura pochi minuti e non è particolarmente doloroso. Lo strumento utilizzato - il mammografo – proietta un fascio di raggi X direttamente sulla mammella che è posizionata su di un detettore (piano di appoggio); la mammella subisce una compressione tramite una piastra di plastica allo scopo di immobilizzarla.

La compressione della mammella consente 1) l’acquisizione dell’immagine radiografica di alta qualità; 2) la riduzione dello spessore della mammella a cui consegue l’utilizzo di radiazioni più basse. Ad ogni esame mammografico standard, per garantire un accurata visione dell’organo, si acquisiscono due proiezioni per mammella: una cranio-caudale e una obliqua medio-laterale.

Infine, gli esami mammografici eseguiti nel corso del tempo possono essere confrontati allo scopo di osservare variazioni. La stabilità nel tempo è un altro indice di benignità e permette di escludere ogni sospetto.